Impianto Fotovoltaico Domestico: Funzionamento e Costi

Scopriamo Perché Conviene Installare un Impianto FV sul Tetto

Impianto Fotovoltaico

Gli elementi principali degli impianti fotovoltaici

Quando si utilizza il termine impianto fotovoltaico si fa riferimento ad un impianto elettrico il cui funzionamento è basato sulla presenza di appositi pannelli solari (detti anche moduli); questi ultimi sono in grado di produrre energia elettrica in corrente continua grazie alla loro esposizione alla radiazione solare.

Le celle fotovoltaiche che li compongono sono in silicio, un semiconduttore utilizzato non in forma pura, come conferma la presenza di una piccola percentuale di boro e fosforo. Tali celle, opportunamente trattate, hanno la capacità di convertire l’energia luminosa dei raggi solari in energia elettrica.

I pannelli solari vengono montati su strutture che hanno il compito, oltre che di sorreggerli, di orientarli in modo ottimale. Fanno parte dell’impianto fotovoltaico anche alcuni dispositivi elettronici; il principale è l’inverter, fondamentale per convertire la corrente continua in alternata. Anche il sistema adibito al controllo e alla misurazione del livello di energia è elettronico.

Attraverso il sistema di monitoraggio è possibile verificare la presenza di eventuali anomalie o di problemi di funzionamento, in modo da lasciare spazio ad opportune modifiche. Se negli impianti residenziali tale sistema si trova direttamente integrato nell’inverter, e il suo compito è sostanzialmente quello di fornire i dati relativi all’energia prodotta, il livello tecnologico raggiunto ha portato alla realizzazione di sistemi in grado di aggiungere altri dati interessanti. In questo modo, gli utenti hanno la possibilità di conoscere in tempo reale informazioni come la quantità di energia autoconsumata, quella accumulata e il risparmio ottenuto in termini di CO2.

 

Il prezzo degli impianti fotovoltaici: le altre voci dei preventivi

Pannelli Solari: Impianto Fotovoltaico - Pulizia e Manutenzione

Oltre ai componenti appena indicati, ad essere presi in considerazione nei preventivi di un impianto a pannelli solari sono anche gli interventi di manutenzione; quest’ultima, nella maggioranza dei casi è inclusa nel prezzo iniziale dell’impianto.

In realtà, tale componente non ha un’incidenza notevole, vista l’assenza (o, comunque, la presenza limitata) di parti meccaniche complesse. Ad ogni modo, elementi come l’inverter e la batteria godono di un ciclo di vita più breve rispetto a quello dell’impianto, rendendo necessaria la loro sostituzione.

Inoltre, non è da escludere il fatto che i pannelli possano sporcarsi nel tempo (soprattutto se l’abitazione si trova in prossimità di un bosco o in una zona particolarmente ventosa). In questi casi diventa necessario intervenire con mirate operazioni di pulizia, che possono richiedere anche l’intervento di specialisti in materia. Per mantenere in piena efficacia un impianto fotovoltaico il consiglio è quello di procedere ad una pulizia annuale, da effettuarsi in primavera, per arrivare al periodo di massimo irraggiamento con un impianto perfettamente pulito.

La potenza di un impianto fotovoltaico

Fino a qualche anno fa, grazie al “conto energia”, era l’intera produzione dell’impianto a godere degli incentivi; questo portava, nella maggioranza dei casi, a scegliere la taglia di potenza in grado di garantire l’incentivo migliore (normalmente spettante agli impianti da 3 kWp).

Oggi, invece, risulta più conveniente dimensionare l’impianto in base ai consumi stimati; pertanto, gli impianti fotovoltaici per uso domestico più richiesti hanno una taglia che varia tra i 2 e i 6 kWp. Per riuscire a calcolare in modo piuttosto preciso il costo di un impianto è possibile rivolgersi alla rete; sono molti i simulatori di fotovoltaico gratuiti presenti online, attraverso i quali ottenere preventivi gratuiti.

Tali simulatori richiedono l’inserimento di dati quali provincia di residenza, tipo di struttura e costo annuo sostenuto per la bolletta dell’energia elettrica; in pochi secondi verranno stimati i costi da sostenere. Per ottenere un risparmio maggiore, l’impianto non dovrebbe produrre più energia di quella effettivamente consumata. L’eventuale eccedenza, infatti, finirebbe per essere immessa in rete, ma la sua retribuzione avverrebbe ad un valore sicuramente inferiore. Inoltre, tali “entrate” hanno un ulteriore svantaggio, ossia quello di essere soggette a tassazione, in quanto rientranti nei ricavi soggetti ad imposizione fiscale.

Riuscire a massimizzare l’autoconsumo, senza far passare l’energia elettrica realizzata dall’impianto attraverso la rete, evita il pagamento di diversi oneri (sia di rete che di sistema), oltre a tasse e a costi relativi alla commercializzazione. Solo nel caso in cui l’impianto presenti degli accumulatori (elemento che, inevitabilmente, porta ad un maggior esborso iniziale), l’energia non utilizzata ha la possibilità di essere accumulata per venire impiegata in un secondo momento.

 

Come scegliere l’impianto in base alle proprie esigenze

Un utente che decide di installare un impianto fotovoltaico, e si trova a dover stimare la produzione necessaria, deve tenere conto di elementi importanti quali la latitudine e la radiazione solare. Ad esempio, occorrerà verificare se il tetto si trova esposto a Sud, e se la sua conformazione permette di installare i moduli al giusto grado di inclinazione. Altro aspetto da non trascurare è il fatto che il fotovoltaico si rivela più conveniente per le famiglie abituate a consumare una maggiore quantità di energia elettrica. In questi casi, abbinare delle pompe di calore elettriche all’impianto si rivela una scelta ottimale per godere sia di raffrescamento e che di calore, dirottando i consumi relativi a quest’ultimo alla bolletta elettrica.

 

Gli incentivi esistenti: la convenienza di un impianto fotovoltaico

Per tutto il 2016 le persone che scelgono di affidarsi al fotovoltaico hanno l’opportunità di usufruire degli incentivi esistenti, ossia la detrazione fiscale e l’Iva agevolata. La prima spetta nel caso in cui un utente scelga di ricorrere al fotovoltaico nel corso di una ristrutturazione edilizia. In questo caso, ad essere portato in detrazione sull’Irpef (per 10 anni, a quote costanti) è il 50% della spesa sostenuta per l’impianto stesso.

Oltre ai proprietari dell’immobile interessato, a godere di questo incentivo possono essere anche i relativi familiari e gli inquilini, ma solo se sono questi ultimi ad aver sostenuto le spese. Per quanto riguarda l’aliquota Iva agevolata, venendo considerati dei “beni significativi” gli impianti fotovoltaici vedono l’applicazione dell’Iva nella misura del 10%. Tale percentuale riguarda solamente la parte corrispondente alla differenza tra il valore complessivo dei lavori, compresa l’installazione, e quello materiale dei beni.

 

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