Minieolico Domestico: Scopri Tutti i Vantaggi

Sfruttare la potenza del vento per produrre energia elettrica

Impianto Minieolico DomesticoLa ricerca di fonti di energia rinnovabili, alternative a quelle fossili (idrocarburi, carbone, gas), si sta diffondendo ormai in tutta Italia, anche a livello privato e residenziale. Il desiderio di abbattere i costi legati all’utilizzo delle fonti di energia tradizionali, infatti, si sposa perfettamente con le istanze sociali che esigono soluzioni per un minore inquinamento ambientale.

Per queste ragioni, sono in molti, ormai, ad aver deciso di dotarsi di un impianto minieolico domestico. Al pari dei sistemi fotovoltaici, infatti, gli impianti minieolici producono energia “pulita”, sfruttando semplicemente l’azione del vento, e assicurano, nel tempo, un risparmio sui costi di produzione dell’energia.

In particolare, a fronte di un investimento che di solito si aggira intorno a poche migliaia di euro (i modelli di Enel Green Power, ad esempio, hanno un costo di circa 5.0000 EUR), il privato che voglia dotarsi di un impianto minieolico domestico può approfittare immediatamente degli incentivi e dei vantaggi riservati dalla normativa nazionale a chiunque investa nelle energie rinnovabili.

 

Un investimento ben remunerato: la normativa italiana

In generale, è bene ricordare che gli impianti minieolici per funzionare vanno collegati alla normale rete elettrica (a parte alcuni modelli a batteria). L’energia prodotta dall’impianto viene poi immessa nella rete di proprietà del distributore ed utilizzata, quindi, non necessariamente dal titolare dell’impianto. Scopriamo, quindi, come viene valorizzata questa produzione di energia non destinata all’autoconsumo.

La remunerazione di tale produzione può essere ottenuta con modalità differenti, a scelta dell’interessato. La modalità più immediata è quella del cosiddetto “scambio sul posto”, con il quale si dà valore al saldo tra energia immessa nella rete ed energia assorbita.

In sostanza, una volta pagata la normale bolletta al proprio operatore di riferimento (ad esempio, Enel Energia), questi comunicherà al Gestore dei Servizi Energetici (GSE, una società che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze) la quantità di kW immessi in rete dall’impianto minieolico domestico e conseguentemente il GSE erogherà, periodicamente, il contributo corrispondente. In pratica, la somma versata in bolletta per l’energia consumata verrà compensata, anche se in maniera differita, per la parte corrispondente all’energia prodotta.

Alternativo al sistema di risparmio sopra descritto è il cosiddetto Conto Energia, cioè la tariffa onnicomprensiva applicabile agli impianti minieolici con potenza compresa tra 1 kW e 200 kW.

Essa è diretta a remunerare con 0,30 EUR per kWh l’energia immessa in rete dall’impianto mineolico domestico nei primi 15 anni di funzionamento. I relativi importi sono erogati dal GSE, al quale successivamente, al termine dei 15 anni, potrà essere ceduta l’energia prodotta in eccesso.

Come si può intuire, il risparmio legato all’utilizzo degli impianti minieolici giustifica ampiamente l’investimento iniziale, con il pregio di contribuire alla tutela dell’ambiente, utilizzando un’energia pulita e rinnovabile, cioè inesauribile, com’è il vento.

 

Le condizioni che rendono efficace l’installazione del Minieolico

Perché l’installazione sia effettivamente fruttuosa, però, è necessario valutare alcuni fattori. In primo luogo, va verificata la ventosità della zona in cui si vuole posizionare l’impianto minieolico domestico. Una villetta in periferia, ad esempio, godrà di venti più intensi e frequenti rispetto ad un condominio in centro. Se lo stabile però è discretamente alto, l’installazione dell’impianto sul lastrico solare potrebbe rivelarsi molto efficiente.

E’ impossibile prescindere da una verifica specifica caso per caso, che può essere facilitata dalla consultazione dell’Atlante eolico italiano online, come suggerito anche dall’Unità Tecnica Fonti Rinnovabili dell’ENEA.

Proprio in dipendenza dall’intensità del vento, gli impianti minieolici domestici sono dotati di un funzionamento che tende a sfruttare al massimo le condizioni di vento forte, ma anche a salvaguardare l’integrità della struttura in presenza di picchi di ventosità particolarmente alti.

In particolare, si può dire che gran parte degli impianti oggi in commercio hanno bisogno, per cominciare a produrre energia, di un vento che spiri almeno a 3 o 4 m/sec, entrando a pieno regime con velocità di 10-15 m/sec. In caso di venti superiori ai 25 m/sec circa, questi impianti sono dotati di un meccanismo che ne arresta il funzionamento, per evitare danni alla struttura.

 

Le caratteristiche della struttura dell’impianto

La maggior parte degli impianti minieolici domestici utilizza una tecnologia di rotazione verticale, laddove le grosse pale dei parchi eolici che tutti conosciamo girano su asse a rotazione orizzontale. Questo tipo di struttura a rotazione verticale ha una buona ricaduta in termini di robustezza e silenziosità dell’impianto.

Anche l’impatto visivo è assolutamente trascurabile: le dimensioni di un impianto minieolico domestico, infatti, sono abbastanza contenute. Il sistema di pale genera un diametro di circa un metro, ed anche la base della struttura e il suo perno centrale verticale misurano circa 1-3 metri, a seconda dei modelli.

 

Tutti i vantaggi dell’impianto minieolico domestico

In conclusione, investire in un impianto minieolico domestico si rivela una decisione vantaggiosa sotto diversi punti di vista. All’assenza di emissioni inquinanti, come abbiamo visto, si accompagna un considerevole risparmio di energia elettrica, il cui ciclo di produzione risulta più efficiente anche per il principio della generazione distribuita, secondo il quale la distribuzione di energia è più efficiente quanto maggiore è la vicinanza del punto di produzione dell’energia con quello del consumo.

L’installazione, inoltre, è agevolata anche dalla possibilità di usufruire di incentivi statali e finanziamenti ad hoc predisposti dagli istituti di credito privati e comporta, a livello di adempimenti amministrativi, la presentazione di una semplice SCIA.

Infine, la ridotta manutenzione (un controllo ogni 18 mesi) e il basso impatto ambientale, ne fanno una scelta vincente sotto tutti i punti di vista.